Spettacoli

Letture e narrazione

Spettacoli e letture animate per ragazzi

Teatro per ragazzi

Teatro popolare e commedia dell'arte

Lupo Sabbioso

 

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LUPO SABBIOSO

di Åsa Lind - traduzione di Laura Cangemi

Editore Bohempress - Trieste

Pino Costalunga - Voce narrante

Musiche originali: Ian Lawrence Mistrorigo

Lupo Sabbioso e Zackarina vivono in riva al mare.Quando la mamma ed il papà di Zackarina non possono o non vogliono giocare con lei, allora lei se ne va fino alla spiaggia e parla con Lupo Sabbioso.Lui c’è sempre ed ha sempre voglia di fare qualcosa di divertente.

Lupo Sabbioso ha il colore luccicante della sabbia e lo splendore dell’oro ed è lì da sempre e capisce tutti i linguaggi segreti di Zackarina, ha cose fantastiche da raccontare e sa sempre dare risposte ad ogni domanda della bambina, anche la più complessa e difficile. Lupo Sabbioso riesce pure nel non facile compito di convincere Zackarina che non bisogna avere paura né del buio né dei mostri.

Un bellissimo libro ed un bellissimo racconto teatrale per tutti: per i bambini, perché parla di fantasia, di sogni e di realtà e della felicità, per gli adulti, perché parla del mestiere di essere genitori fantastici ma assolutamente possibili e felici.

GENERE: narrazione con accompagnamento musicale

 

 

La maestra Tiramisù

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 LA MAESTRA TIRAMISU’

 

dal Testo “La Maestra Tiramisù″ di Paola Valente edito da Il Mulino a Vento

Regia e drammaturgia Pino Costalunga

Con: Enrico Vanzella, Marzia Bonaldo,

Musiche originali Ian Lawrence Mistrorigo

Costumi e oggetti di scena  Elisabetta Lorenzon

Graffiti: Piero Barbieri

Luci ed effetti sonori Dedalofurioso

 L’ Istituto Elementare Bambini Privilegiati è una scuola privata di New York che si trova nell’attico del grattacielo Bidibibù e  che ha tutti i confort più moderni e dove ci vanno solo i bambini delle famiglie più facoltose.

La scuola si raggiunge con dei magnifici ascensori di cristallo, dai quali si può godere il panorama di tutta la città, ed ha  pure moltissime aule spaziosissime, una per ogni materia, lussuosamente arredate con mobili firmati, piene di piante magnifiche ovunque, con un impianto stereo che diffonde una musichetta rilassante,  una biblioteca,  una sala mensa,  una palestra enorme,   una piscina e  un parco pensile bello come i Giardini di Babilonia.

Nonostante ciò, i bambini protagonisti della nostra storia si annoiano terribilmente e non vogliono proprio saperne di studiare, ed il giorno in cui si trovano appunto davanti all’ascensore per salire nelle aule ed affrontare un’altra giornata di lezione, e lo trovano bloccato, non ci pensano due volte ad entrare in quella porticina dietro quello strano paravento che nasconde un altro ascensore, ma più brutto e scassato e che porta al piano novemilanovecentonovantanove. Ma l’ascensore invece di salire precipita e precipita in un luogo orribile, buio con i muri macchiati di muffa e pieno di immondizie dappertutto….. Avrete capito che quel luogo non era la scuola per Bambini Privilegiati, ma era il regno della Maestra Tiramisù…. E chi è la Maestra Tiramisù? La donna inquietante che dirige quella strana scuola dove i nostri amici rischiano di perdere la propria libertà. Fuggire dalle grinfie della pericolosa Maestra sarà molto difficile. Ma per fortuna arriva sulla scena un bidello dal cuore d’oro…..sì: avete capito bene: un vero spettacolo dell’orrore che vi farà morire di paura e…..dal ridere!….Paurose risate vi attendono, bambini!

 Dal libro omonimo di Paola Valente, uno dei libri italiani per ragazzi più amati di questi ultimi anni, uno spettacolo divertente e coivolgente.”

 

Galileo, la specola il vino e… i reumatismi

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Galileo la specola il vino e… i reumatismi

Racconto teatrale della presenza di Galileo Galiei in territorio veneto

di Pino Costalunga

con: Marzia Bonaldo, Enrico Vanzella, Paolo Esposito

Alessandra Borin Soprano

Ilaria Fantin Luito

 

Se in una calda notte d’estate un illustre scienziato si trova impigliato nelle trame, nei dispetti e nelle ripicche dei servi della villa in cui è ospite, può succedere che pure un piccolo villaggio a pochi chilometri da Vicenza, entri nella storia.

L’evento, il fatto storico, la visita di Galileo Galilei in territorio vicentino, dove al tempo esisteva una specola (che si può vedere ancor oggi), sono mossi nello spettacolo nella cornice della ricostruzione della vita in villa. Sul visitatore illustre si addensano curiosità, fantasie, incidenti. A fatti storici si mescolano elementi di pura immaginazione.

La messa in scena in chiave popolare usa però anche citazioni del Galileo di Brecht per illuminare con rapide istantanee dl taglio epico la parabola di Galileo uomo e scienziato. Tutto è fissato dentro la cornice della visita, in cui anche degli oscuri servi per una volta nella loro vita sono sfiorati dal soffio della Storia con la S maiuscola

 

Lo spettacolo parte dal pretesto di una lettera che in vecchiaia Galileo mandava alla sorella. In questa missiva lo scienziato di lamentava dei reumatismi che ancora lo perseguitavano, reumatismi che la tradizione ci dice il nostro si sia procurato dopo una bella ubriacatura e nel corso di una pesante dormita nei pressi dell’imboccatura di uno dei tanti ventidotti presenti  nei sotterranei di molte ville del Vicentino (in ispecie quelle di Longare e Costozza). Questo piccolo particolare è diventato il pretesto di una messa in scena che se da una parte vuol usare i generi del popolare, dall’altra ha l’ambizione di raccontare, tra serio e faceto, una delle menti più lucide della storia della scienza di tutti i tempi, un italiano grandissimo, anticipatore di tempi ed idee, perseguitato e condannato dalla Chiesa, chiaro esempio dell’importanza della ragione contro il buio del fanatismo. Un modello anche per l’uomo d’oggi.

10 luglio ore 21.00 Nove (VI)11 luglio ore 21.00 Gambellara (VI)12 luglio ore 21.00 Fiorano al Serio (BG)13 luglio ore 21.00 Padova Odeo Loggia Cornaro18 luglio ore 21.00 Istrana (TV)31 ottobre ore 21.00 Pozzoleone (VI)14 novembre ore 21.00 Brogliano (VI)�

CANTO PER LA METROPOLI NORDEST


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Musiche originali Ian Lawrence Mistrorigo

«Mi venne da dire che ero stato in cima al Summano e avevo visto l’America. L’America avevo visto altro che Venezia! Avevo visto che era un irradiarsi, un connettersi, un toccarsi, un riempire. Addio paesi, addio campagne. Come a Los Angeles, dissi, tra un po’ di tempo. Era “ancora”presto. Probabilmente. Ma oramai era fatta: ancora fabbriche, ancora case, ancora negozi, ancora strade, ancora lavoro, ancora “schei”. Chiese, no, Basta» Così in un passaggio del libro “Manifesto per la metropoli Nordest” edizioni Marsilio di Gigi Copiello, vicentino, sindacalista per la CISL, nato nel 1950 a Velo d’Astico.
Dal libro la messa in scena tra parole e musica curata da Pino Costalunga dove il Nord Est è raccontato, oltre che con le parole dell’autore del libro, anche dalle suggestioni della musica e della voce dell’attore, che daranno respiro e corpo ad un Nord Est buttato giù da un mondo che non c’è più, da un piccolo mondo antico consegnato ad oblio e musei e che scivola verso la “città infinita”, la città senza centro, la città- metropoli, ma una metropoli che non c’è, fatta di gente che arriva e di gente che va dove ognuno si sente straniero……..
Dalle parole di Copiello echi antichi, ma non per giocare con la facile nostalgia, ma con delle visioni, visioni di un futuro che ora può sembrare incerto o addirittura inesistente, ma che forse un pazzo o un genio, o tanti pazzi e tanti geni messi assieme potranno sovvertire, mettere sottosopra e si potrà così fermare la corsa ed arrestare lo scivolamento……e chi potranno essere quei pazzi o quei geni se non noi tutti assieme?
Se non per noi, almeno per i nostri figli, per i figli dei nostri figli, per i figli dei figli dei nostri figli…………….

Oltre le Stelle…. oltre la Luna

galassia1.jpgnarratore Pino Costalunga

Si inizia con delle  letture classiche che riguardano la cosmologia antica ed i miti legati alla nascita dell’Universo (”le Metaformosi” di Ovidio), si continua con due favole della tradizione veneta: la favola del folletto (salbanèo) che stanco arrivò sulla luna e lì posò la sua “fascina ” che ancora si può vedere dalla terra e la storia dei Monti Pallidi, che spiega che il pallore delle Dolomiti è dovuto ad uno strano viaggio amoroso fatto sulla Luna.

Seguiranno filastrocche di Rodari sulle stelle e la luna  ed un breve testo di Calvino tratto dalle “Cosmicomiche” fino a  chiudere con un racconto dello svedese Ulf Stark, tradotto appositamente per l’occasione, dal titolo : “Quando mio padre mi mostrò l’universo”, racconto divertente, dolcissimo e profondo nello stesso tempo dove la visione dell’Universo e dell’Immensità intesa come stupore di fronte al mistero della vita e dell’esistenza è trattato con una grandissima maestria, un racconto che inizia con grande semplicità, proprio così:

“Un giorno papà mi disse che mi avrebbe mostrato l’Universo perché pensava che fossi diventato ormai abbastanza grande per vederlo. - Dove si trova? Gli chiesi. - E’ un po’ lontano, e si levò il camice da dentista che aveva delle macchioline di sangue……”

Ecco: è proprio questo quello che vuole fare in modo semplice ma efficace anche Glossateatro con le letture animate di Pino Costalunga: “mostrare al suo pubblico di ragazzi l’Universo”, farlo scoprire attraverso le parole di grandi autori e le storie anonime della tradizione popolare.

Tra Filastrocca e Poesia

 filastrocca-illustrazione.jpg         narratore Pino Costalunga
Il percorso che Pino Costalunga farà coi ragazzi, parte con il raccontare il suono primordiale per attraversare i primi suoni dell’infanzia ed arrivare alla filastrocca ed infine alla poesia, nell’intento di dimostrare che la poesia è una necessità assoluta ed eterna dell’animo umano.
Il filo seguìto è quello del ritmo: dalla ninna nanna alla conta, dalla filastrocca popolare alla filastrocca e alla  poesia d’autore. La parola, e in particolar modo la “parola poetica”, è sempre ritmo, sempre immagine, sempre emozione e sensazione. Tutto è legato dal ritmo: da quando l’uomo è spuntato sulla faccia della terra fino ad oggi.
La lettura di Pino Costalunga si alternerà ad una sorta di lezione e l’incontro diventerà una divertente  Lezione\Spettacolo (più spettacolo che lezione!) dove il pubblico di bambini o ragazzi sarà coinvolto in una serie di divertentissimi ma molto utili giochi  espressivi.
Oltre a tenere il filo del suo libro “Parole in Filastrocca” uscito per l’editore Galla Vicenza nel 2004, Pino Costalunga proporrà versi (spesso anche in lingua originale) da autori quali Roald Dahl o Tim Burton, per finire con gli italiani quali Rodari, Piumini, Tognolini o addirittura i classici quali Pascoli, Foscolo, Palazzeschi, Sereni……tutto usando un linguaggio comprensibile ed avvincente per il tipo di pubblico presente

LETTURE INFERNALI - Inferi ed Inferni

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“LETTURE

INFERNALI”

Inferi ed Inferni

voce recitante Pino Costalunga

La serata avrà come tema “la morte e l’al di là” nella letteratura e nella tradizione popolare.
Pino Costalunga infatti, racconterà fiabe della tradizione popolare con tema la morte, i morti ed i diavoli e leggerà pagine di autori veneti sia antichi che moderni, dalla “Sarabanda Infernale” di Giacomino da Verona, dalle prediche di Bernardino da Feltre, scritte nel gustoso linguaggio del “latinus grossus” dai lamenti di area pavana fino alle pagine del  vicentino Sbalchiero o del veneziano Dal Maistro, dove la tradizione e  la cultura letteraria si mescolano e fondono creando racconti  tra il comico ed il grottesco proprio sul tema della morte.
Sono storie ed autori che vale sicuramente la pena di riascoltare, come vale la pena inserire nella parte finale della lettura i dubbi, le “paure ed i demoni” contemporanei, dei brevi racconti di altri due autori veneti di oggi: Buzzati e Trevisan…
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Filò

Voce narrante: Pino Costalunga

Brani della letteratura popolare veneta, favole e filastrocche raccolte dalla bocca dei contadini veneti presentati in una lettura che resta sospesa tra il teatro ed “il filò″.
La vita, la morte, gioie e dolori di un mondo contadino scomparso, personaggi  e storie della mitologia veneta in brevi racconti dove l’attore ripropone il “modo” di raccontare proprio dei nostri “nonni contadini” nelle lunghe sere delle veglie (filò) passate in stalla.
Quello che si crea davanti agli occhi dello spettatore è un mondo dove paura, ironia, sogno e divertimento non hanno confine, dove la realtà non è poi così diversa dalla fantasia, dove ritorna potente una ingenuità che è andata ormai irrimediabilmente perduta.
Lo spettacolo ripercorre il ciclo della vita: passando dall’infanzia al lavoro attraverso l’amore, l’emigrazione, la felicità e le difficoltà del mondo contadino che abbiamo lasciato alle spalle da non molto tempo e che pur sentiamo come lontano se non addirittura mitico.

AL 24 MAGGIO, canti e storie della Grande Guerra

logo-glossa.jpg“AL 24 MAGGIO” canti e storie della Grande Guerra
“Al 24 magio da Asiago andare a Gallio..” è il primo verso di un canto, probabilmente di cantastorie registrato in Val di Posina (comune di Arsiero in Provincia di Vicenza) da un vecchio ex minatore, primo “testimone” di una lunga serie di racconti da noi raccolti una ventina di anni fa da testimoni oculari della Prima Guerra Mondiale, fra cui alcune donne che ricordavano quella Guerra come fosse accaduta pochi giorni prima.
¼br> Questi canti e  questi racconti fatti dai superstiti hanno fatto diventare La Prima Guerra Mondiale, per tutte queste persone era semplicemente LA GUERRA, per noi, che l’avevamo studiata solo sui libri di storia, un mondo di piccole vicende personali ciascuna delle quali portava in sé la forza della testimonianza diretta.

Per questo spettacolo abbiamo ripescato alcune di queste storie in musica e alcuni racconti, aggiungendo canti  noti e d’autore, entrati ormai a far parte della storia musicale della Grande Guerra.e storie prese dalla letteratura che potessero completare un quadro che, per forza di cose, era incompleto, ma ricco di emozioni e centrato in primo luogo sui materiali originali di Veneto e Trentino o comunque di zone limitrofe¼br> Ecco allora agli occhi dello spettatore apparire in maniera viva la vita di trincea, il dramma dei profughi cacciati dalle loro case dalla guerra che avanza, i grandi drammi che si riflettono nella vita dei singoli e delle famiglie in un quadro che anche se non potrà mai dare totalmente l’immagine di quel momento spaventoso che fu la Grande Guerra, ne restituirà sicuramente atmosfere ed emozioni
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Ricerca dei Testie Regia Pino Costalunga
Ricerca delle Canzoni Canzoniere Vicentino
PINO COSTALUNGA voce narrante
CLAUDIA MUNARO: voce, fisarmonica, cucchiai, tamburi, torototèla, rekùbele
GIANMARIA SBERZE: voce, fisarmonica, chitarra, mandolino, rullante, cucchiai, rekùbele
LUCIANO ZANONATO: voce, flauti, diana, baga, chitarra, bandurria, torototèla, grancassa
PAOLO VALLE: clarinetto, flauti diritti, sax contralto, chitarra, mandolino, bandurria,
bouzouki, percussioni
ENRICO ANTONELLO:  voce, tromba, chitarra, percussioni

 Contatti:

sede legale: via Chiesa, 165 - 36010 Monticello Conte Otto (VI)
sede operativa: via Trento 28 - 36010 Monticello Conte Otto (VI)
tel e  fax: 0444.595773 - 338.6044134 – 333.4975453
info@pinocostalunga.itwww.glossateatro.it

Zuan Vilan dai campi alla corte del Gran Can

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Liberamente e ridicolosamente tratto da “IL MILIONE” di Marco Polo

Con: Pino Costalunga, Paolo Esposito, Beppe Marra, Marzia Bonaldo, Sonia Zana
Musiche: Ian Lawrence Mistrorigo
Regia: Pino Costalunga
Scene ed oggetti di scena: Lanfranco Lanza
Realizzazione scene: Palcobase
Costumi: Antonia Munaretti
Consulenza per le coreografie: Laura Nardi
Luci ed effetti sonori: Filippo Scalzotto

Lo spettacolo prende a prestito alcuni episodi da “Il Milione”, il giornale di viaggio in Oriente dettato da Marco Polo ad un mediocre letterato, Rustichello da Pisa, durante la prigionia genovese, per farne tema di divertimento e qualche volta di pensiero. Soprattutto in un tempo in cui l’antico oriente non è più meta lontana e misteriosa, ma è diventato piuttosto (almeno agli occhi del “nuovo mercante” veneto) pericoloso avversario economico, in tempi in cui il Villaggio Globale mostra più differenze di quante ne notasse Marco Polo stesso sette secoli fa.

La storia vede Zuan Vilan, bracciante del sud emigrato in Veneto per finire prigioniero dell’abbraccio soffocante della schiavista Zia Pasquina e del pittore Giobatta, tramare una fuga dai contorni mitici: con un’improbabile macchina volante, accompagnato dall’amata Marcolina, si lancerà in un viaggio sulle orme di Marco Polo. Passando dal deserto, da montagne abitate da santoni a metà tra l’hippy e il new age, per finire da ultimo, appunto, alla corte del Gran Can: giungendo ad arruolarsi nell’esercito del monarca cinese, impegnato in una guerra, guarda caso, con il “modello veneto” rappresentato da Zia Pasquina e dai suoi campi pieni di “capannoni e fabbrichette”. E’ il tutto una leggera ma evidente metafora delle lacerazioni e dei dubbi odierni del sistema nordestano, sospeso tra globalizzazione e “pericolo giallo”: e costruita nei contorni amari di una fuga che ha il sapore del sogno impossibile, visto che tutti i personaggi che Zuan incontrerà avranno sempre il volto dei suoi aguzzini, Zia Pasquina e Giobatta.

Durata dello spettacolo: 90’ circa (senza intervallo)

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